TOURIST, or PHOTOGRAPHER?

TAKING SNAPSHOTS, or MAKE PHOTOGRAPHY?

 

We now live in the age of images.

Images, not photographs.

 

Every day, millions and millions of them are loaded on social media and on sites specialized in the sharing of “pictures.”

Today I would like to show two photos, taken in Auckland, of the same subject: a moving sculpture, whose elements rotate with the wind (of course, there are several in New Zealand 🙂 ), transmitting a dynamic image and ever new forms that distinguish it.

The two shots were taken with the same camera, at the same time, by the same person.

What does it change? “The eye” and, above all, the soul.

In the first, simply, there is not even the shadow of both. “The eye” (quick and distracted) is the one of the tourist, who wants to just remember being in that place … or to bore friends back home. Or the one who takes photos because it’s trendy, or because everybody does, or because “he owns the camera and he’s not afraid to use it.”

We call it a photograph?

In the second, the photographer saw a subject, was won over by its beauty, and tried to convey its essence.

This requires “time”. To study the subject and get in harmony with it, in order to give a unique and absolutely personal interpretation.

We call it a photograph?

I’m not condemning the first, neither praising the second.

I just think that they are very different, and I’d really like to not put them on the same level, especially by those who snaps.

Just as I’d like to get your opinion on this topic …

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TURISTA, o FOTOGRAFO?

SCATTARE FOTOGRAFIE, o FARE FOTOGRAFIA?

Viviamo ormai nell’era delle immagini.

Immagini, non fotografie.

Ogni giorno, milioni e milioni di esse vengono caricate sui social media e sui siti specializzati nella condivisione di “fotografie”.

Oggi vorrei mostrare due foto, scattate ad Auckland, dello stesso soggetto: una scultura mobile, i cui elementi ruotano con il vento (ovviamente, ce ne sono parecchie in Nuova Zelanda 🙂 ), trasmettendo un’immagine dinamica e sempre nuova delle forme che la contraddistinguono.

Le due immagini sono state scattate con la stessa macchina fotografica, nello stesso momento, dalla stessa persona.

Cosa cambia? L’occhio e, soprattutto, l’anima.

Nella prima, semplicemente, non c’è neanche l’ombra di entrambe. “L’occhio” (rapido e distratto) è quello del turista, il quale vuole giusto ricordare di essere stato in quel luogo… o tediare gli amici al ritorno a casa. Oppure di colui che scatta perché fa tendenza, o perché lo fanno tutti, o perché “ha la macchina fotografica e non ha paura di usarla”.

Vogliamo chiamarla una fotografia?

Nella seconda, il fotografo ha visto un soggetto, è stato conquistato dalla sua bellezza, e ha tentato di trasmetterne l’essenza.

Questo richiede “tempo”. Studiare il soggetto ed entrare in armonia con esso, per restituirne un’interpretazione unica e assolutamente personale.

Vogliamo chiamarla una fotografia?

Non condanno il primo, non osanno il secondo.

Penso solo che siano estremamente diversi, e mi piacerebbe davvero molto non vengano messi sullo stesso piano, soprattutto da chi scatta.

Così come mi piacerebbe avere il vostro parere su questo argomento…